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Blog ufficiale di CAMBIARE SALSOMAGGIORE movimento civico indipendente
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lunedì 31 luglio 2017

ANCORA FUMO SU SALSOMAGGIORE

Iniziate le "grandi manovre" elettorali


Ogni comandante nella preparazione di una battaglia, specialmente se le forze messe in campo non sembrano aver la forza d’urto necessaria a sbaragliare l’avversario, deve gioco forza adottare quelle tattiche che gli consentano di ingannare gli antagonisti mediante l’utilizzo di un “velo” che nasconda i propri movimenti a quelli del nemico: in gergo “fog of war” o nebbia di guerra. E per avere più probabilità di successo, un bravo tattico deve essere pronto a utilizzare a proprio vantaggio anche tutti gli aiuti inaspettati che il caso o la fortuna gli porgono.
Quasi a dare il via alla campagna elettorale prossima ventura, una “nebbia di guerra” (fortunatamente senza l’utilizzo di armi da fuoco) sta lentamente scendendo dalle colline attorno a Salso, con la presenza di cortine fumogene e manovre elusive degne della migliore Volpe del Deserto.
Proviamo a dipanare un attimo la coltre. A Salsomaggiore Terme nel 2018 si eleggeranno il nuovo Sindaco e la nuova Amministrazione: questa sarà la battaglia, che vedrà sicuramente schierato quale comandante di una delle forze in gioco l’attuale Primo cittadino. Benchè non sia ancora ben chiara la compagine degli sfidanti, la cosa certa è che la “brigata” a cui fa capo Fritelli (il PD) non si presenterà sicuramente al meglio delle sue forze, indebolita com’è dalle recenti sberle elettorali e soprattutto dal comune sentimento che nei sondaggi non premia sicuramente le forze di centrosinistra e il PD in particolare.
Urge quindi a questo punto l’utilizzo di manovre evasive ed elusive che nascondendo la vera situazione, fingendo anche inattese ritirate, consentano di avere una seppur minima probabilità di successo.
Cosa si inventa quindi il nostro Fritelli? Dapprima la nascita di una nuova corrente, quella dei “Renziani dubbiosi” di cui può arrogarsi tranquillamente il copyright. Come dire, sono un Renziano (nel caso il buon Matteo da Firenze riuscisse a rimanere sugli scudi) ma sono anche “Dubbioso” (qualora la prima opzione non si avverasse): buono per tutte le stagioni e per tutti i futuri schieramenti insomma.
Mancava però un qualcosa di eclatante per poter effettivamente dar corso alla vera manovra evasiva; e cosa gli viene offerto su un piatto d’argento? La querelle Miss Italia - Immigrati. Con un vero colpo di genio, bisogna dargli atto, approfitta del caso per sparare un colpo di cannone (a salve) paventando la sua eventuale uscita dal PD e potendo così creare le premesse per un eventuale smarcamento da un’appartenenza che in un futuro non troppo lontano potrebbe rivelarsi scomoda.
Quello che avverrà a partire dalle prossime settimane non ci è dato saperlo. Anche se quella del Sindaco appare più che altro una boutade (seppur non ci risulti sia stata smentita), la creazione di una lista (pseudo)civica capitanata da Fritelli che potrà così presentarsi alle prossime elezioni amministrative sotto una nuova veste o casacca che dir si voglia non è da escludere. E il PD salsese (che finora non ha ufficialmente replicato) cosa farebbe in questo caso? Non darà un appoggio teoricamente esterno? In altre parole, prepariamoci a rivivere su scala locale una nuova Prima Repubblica a cui il nostro Sindaco è pervicacemente affezionato.

Per non dimenticare di far cenno alla recente diatriba relativa alla questione immigrati e miss Italia, questa è stata la vera cortina fumogena dietro cui Fritelli si è abilmente mimetizzato. Gli immigrati sono sicuramente uno dei problemi della nostra Città ma non sono IL vero problema bensì la conseguenza di qualcos’altro. Pensiamo a quella che è la vera difficoltà e perseguiamo il vero obiettivo: facciamo tornare clientela a Salso e Tabiano e nessuno sarà costretto ad accettare quei famigerati 35 euro euro al giorno per sopravvivere. Ma evidentemente, nonostante i 5 anni ormai trascorsi, era un’impresa troppo difficile da affrontare e coordinare, anche per un consumato stratega quale il nostro Filippo Fritelli.

giovedì 1 giugno 2017

Le regole? Non servono

Un Consiglio comunale depauperato di quelle che sono (o dovrebbero, a questo punto) esserne le prerogative: controllo e vigilanza sull’attività della macchina amministrativa.
Consiglieri comunali sempre più relegati a una funzione del tutto secondaria e addirittura ripresi, nel caso dei Consiglieri di minoranza, quando evidenziano lacune, imprecisioni o addirittura errori madornali. È ciò che sta succedendo nella nostra Città ormai da diverso tempo e la cosa è emersa in tutta la sua evidenza nella seduta del 26 maggio scorso. Una seduta monotematica dedicata a un passaggio apparentemente poco più che formale già programmato nell’ambito della procedura concorsuale della Società termale (la trasformazione da Spa in Srl), ma che in un dettaglio ha strepitosamente evidenziato il modo di “governare” dell’amministrazione Fritelli.
I fatti, brevemente, sono questi: la bozza di statuto della nuova Società è stata bocciata dal Segretario comunale e quindi, per “non perdere tempo”, è stato presentato da parte della Maggioranza un emendamento che proponeva di dare subito il via alla creazione della nuova “Terme srl” senza alcun statuto societario, rimandandone la stesura, nei fatti, successivamente alla creazione della stessa.
Senza essere esperti di diritto societario, ci sembra evidente che creare una scatola vuota (sport in cui ultimamente la nostra Amministrazione ha dato varie prove di abilità) senza definirne prioritariamente le motivazioni, gli obiettivi, le clausole di garanzia e gli standard gestionali (lo statuto, per l’appunto) è un enorme rischio. Chi garantisce che lo statuto verrà scritto o riscritto secondo gli intendimenti originali? Chi assicura che non vengano introdotte modifiche che ne snaturino gli scopi societari? Con tutta la buona fede, nessuno. E su un tema come quello della futura gestione dell’attività termale, visti gli sconquassi del passato, considerati gli enormi dubbi sulla fine che farà il credito attualmente vantato dal Comune, che molto probabilmente diventerà un debito per tutti i cittadini, non è il caso di sorvolare.
Ma quella che poteva essere una semplice (per modo di dire) contrapposizione tra chi amministra e chi è all’opposizione ha purtroppo preso una piega amara nel finale della seduta consiliare. Un Consigliere di maggioranza e il Primo Consigliere, ovvero il Sindaco Fritelli, dopo che durante il dibattito erano state evidenziate “curiose” anomalie procedurali hanno chiosato affermando il primo che “non ci si può fermare davanti al dibattito tecnico perché il consiglio comunale non è qui per fare questo” e il secondo che “non ci si può riferire ai pareri dei funzionari e dei dirigenti per spiegare le situazioni; quello che c’è da decidere lo decide il Sindaco”. Innanzitutto vorremmo far presente che se in passato (sia recente che remoto) nelle sedute di Consiglio comunale si fosse entrato maggiormente nel merito degli aspetti tecnici, gran parte dei disastri che conosciamo non sarebbero successi. Al Sindaco invece chiediamo semplicemente un chiarimento: non dovremo tener conto d’ora in poi dei pareri di regolarità tecnica, contabile, amministrativa e via discorrendo richiesti dalla Legge ed emessi da funzionari (alcuni nominati fiduciariamente da Fritelli stesso) pagati in quanto tali dalle tasche di noi cittadini? Il “disordine amministrativo” evidenziato dal Segretario comunale sui temi che hanno portato alla costituzione di una commissione d’indagine e il resoconto dell’ispezione del ministero Economia e Finanze sulle “allegre” decisioni del Sindaco non costituiscono un campanello d’allarme sufficiente?

lunedì 30 gennaio 2017

Bilancio di previsione? L’ennesima presa per i fondelli alla Città.

Ancora una volta ci viene proposto un bilancio con il parere non favorevole del Collegio dei
Revisori perché non conforme alla legge e quindi del tutto illegittimo in ogni sua parte.
Un bilancio fatto talmente male che addirittura la stessa Giunta che lo ha votato propone di
emendarlo. Se non fosse tragico sarebbe ridicolo.
Quattro anni di attività come minoranza ci hanno permesso di vedere tante cose alle quali non ci
siamo assuefatti ne abituati: assenza di programmi, incoerenza tra i tanti proclami e le poche
azioni, l’enfasi data ad attività di ordinaria amministrazione fatte passare come azioni di
governo straordinarie, la sbandierata e promessa trasparenza mai realizzata.
Nell’ultimo periodo, durante i lavori della Commissione di Indagine da noi richiesta, abbiamo
anche dovuto fronteggiare la manifesta volontà da parte della maggioranza di arrogarsi il diritto
di ignorare la legge, non rispettare normative e regole invocando necessità da loro stessi
confezionate.
Adesso basta.
Ora la smettano di prendere in giro il Consiglio Comunale ed i Salsesi, la smettano di mentire e di
fare proclami: i numeri veri per costruire questo bilancio non ci sono!
Non ci sono perché la legge impone all’Amministrazione di far fronte alla richiesta di rimborso dei
debiti accumulati dalla sua partecipata e loro non l’hanno fatto. Non mettere da parte quei soldi è
scorretto, da incoscienti e rivela pienamente l’opinabile etica della azione amministrativa di
questa maggioranza. Ci domandiamo che senso avrebbe avuto il confronto in queste condizioni.
Noi vogliamo però che i cittadini sappiano.
Devono sapere che la Giunta ha presentato un Documento Unico di Programmazione,
totalmente privo di contenuti, pur essendo l’atto più importante della sua attività, perché
definisce intenti e strategie future.
Manca tutto. Manca un progetto, manca un’idea, manca un’immagine di Salso che questi
amministratori mediocri e maldestri non hanno.
Eppure noi, se il bilancio fosse stato in ordine, avremmo avuto molte cose da dire, da proporre,
saremmo stati in grado di riempire di contenuti quella scatola vuota, dando il nostro contributo di
energie e di idee.
In questi quattro anni abbiamo rifiutato il ruolo di opposizione sterile, e abbiamo anzi cercato di
dare sempre e comunque un apporto, entrando nel merito di ogni provvedimento proposto,
accettando anche di sostenerli quando se ne condivideva quello che sembrava essere il principio
ispiratore. Adesso basta.
Siamo stati anche troppo pazienti, cercando di mettere sempre da parte preconcetti e preclusioni,
ma oggi, con un atto privo dei requisiti fondamentali, privo delle asseverazioni degli uffici i cui
titolari avrebbero dovuto assicurare la terzietà del giudizio, oggi che si persevera con incarichi
sbagliati a persone sbagliate e incompetenti, oggi i nostri dubbi sono divenuti delle certezze
negative quanto assolute: oggi abbiamo la certezza che questa Amministrazione e’ incapace di
tutelare gli interessi dei cittadini.
Abbiamo deciso di non partecipare a questo Consiglio Comunale come rifiuto assoluto di
analizzare una proposta tecnica ed amministrativa che non meritava attenzione perché falsa, e
quindi non degna del nostro tempo ne della nostra attenzione in rappresentanza di quei
cittadini che ci hanno dato fiducia con il loro voto e ai quali questi metodi certamente non
piacciono.
Ci sentiamo in dovere, in quanto amministratori ma prima di tutto come cittadini di preservare
quanto resta della Città: non possiamo prender parte ad uno scempio del genere. Lasciamo a loro
l’improvvisazione, l’interpretazione di comodo della legge, i mega progetti inutili e l’insensibilità ai
problemi quotidiani dei cittadini.
Con questo gesto forte vogliamo accendere un riflettore su quanto di sbagliato viene fatto tra le
mura del Comune da questa amministrazione e chiedere ai cittadini: ora che sapete, vi va bene
così?

I gruppi consiliari
Cambiare Salsomaggiore – Uniti per Salso e Tabiano
Movimento 5 Stelle – Progresso e Società

giovedì 6 ottobre 2016

Gli Alberghi, Le Iene e Fritelli

Ascoltando le interviste, leggendo i pareri, ricordando gli antefatti e le varie prese di posizione, l’affaire “Alberghi Porro e Valentini”, alla luce anche della recente ribalta offerta dal programma televisivo “Le Iene” ha assunto definitivamente il rango di tragicommedia.
Quanto è successo è più o meno a conoscenza di tutti anche da troppo tempo: scioperi del personale, mancato pagamento degli stipendi, chiusura delle strutture, mancato assolvimento degli obblighi contrattuali nei confronti della proprietà degli immobili, del Comune, dei dipendenti e dei fornitori, rescissione anticipata del contratto prima, ipotesi di proseguimento delle attività poi e via discorrendo.
Si sta calcando la mano forse anche troppo su quanto emerso dalle interviste in tv; chi conosce lo stile del programma in questione sa che spesso il trucco è quello di far passare frasi e parole “che fanno colpo”, estraniandole dal contesto generale e fin troppo semplificando i fatti. Ma al di là dell’evidente imbarazzo del nostro Sindaco, che ha effettivamente bucato lo schermo come si dice in questi casi, sono emersi o stanno emergendo a parer nostro altri elementi su cui sarebbe bene porre l’attenzione.
Oltre alla prevedibile reazione di vari esponenti del PD locale che hanno fatto quadrato a difesa del Primo cittadino, è interessante la nascita anche di un parallelo “movimento di opinione”, che giustifica quanto fatto a suo tempo in funzione di non ben precisate ragioni che non possono essere chiaramente e pubblicamente spiegate. In altre parole, bisognava fare così perché non c’era alternativa.
Vorremmo sapere quindi, e suggeriamo a Fritelli di farlo sapere per riguadagnare un minimo di credibilità in proposito, quali furono all’epoca gli “obblighi” cui l’Amministrazione fu costretta a sottostare, da parte di chi e per quali motivi.

Non menzioniamo, perché ormai straconosciuti, tutti gli indicatori tecnico-economici che avrebbero sconsigliato a chiunque di procedere ad accordi con certe realtà imprenditoriali; ma teniamo a ricordare al nostro Sindaco che un’alternativa esiste sempre e ci fa sorridere amaramente il pensare alle motivazioni con le quali non fu accettata a suo tempo la proposta di gestione degli alberghi avanzata da un gruppo di dipendenti: “non offrono sufficienti garanzie per poter gestire le strutture”.

giovedì 3 marzo 2016

Staffetta in Consiglio Comunale per Cambiare Salsomaggiore


Gazzetta di Parma del 3 marzo 2016

E' arrivato un momento importante, importante per Cambiare Salsomaggiore, una svolta (programmata e condivisa già durante la campagna elettorale) che permette di dare nuovi impulsi e vitalità al movimento. Quando ho accettato la candidatura a Sindaco ho chiesto che ci potesse essere un ricambio "programmato" in Consiglio, per fare in modo che anche altri potessero crescere e fare esperienza, creando nuove competenze e capacità per affrontare le prossime sfide. La forza di Cambiare Salsomaggiore, infatti, è di essere un vero movimento civico, in cui ognuno conta uno e dove nessuno ha pretese di fare carriera politica. Un insieme di persone che ha lo stesso desiderio: mettere in campo progetti, idee e e soluzioni per cambiare Salso e renderla migliore. Siamo una squadra e lavoriamo insieme, per cui più l'esperienza è condivisa e allargata, più il movimento cresce e si rafforza.
Adesso è arrivato il momento di dare una svolta eun nuovo impulso alla nostra azione. Quest'anno per me sono esattamente 10 anni di attività in Consiglio, e per questa amministrazione siamo quasi a metà mandato. Con questa operazione Cambiare Salsomaggiore fa un passo avanti: aumentano le forze "fresche" in Consiglio, con nuovo entusiasmo, insieme all'esperienza che continuerò comunque a dare come componente del gruppo, a servizio dei cittadini che ci hanno votato e portato al ballottaggio.
In questi anni penso che abbiamo dimostrato in modo chiaro come la politica possa essere fatta davvero in modo civico, senza preconcetti o condizionamenti. In Consiglio abbiamo votato le cose che ritenevamo giuste, dopo ampio confronto, e bocciato quello che non andava bene, spiegandone sempre le ragioni e soprattutto proponendo alternative.
Sono sicuro che la persona che entrerà al mio posto rappresenterà al meglio il gruppo, affiancando Alice Gerra nell'importante ruolo di minoranza seria, concreta e con in mente un solo obiettivo: il bene di Salso e dei cittadini.

Matteo Orlandi
Cambiare Salsomaggiore

lunedì 26 ottobre 2015

Unione Terre Verdiane sì, no, forse, anzi… magari perché no

Risale a giugno 2015, non più di 4 mesi fa, il “suicidio assistito” dell’Unione Terre Verdiane, alias UTV, posto in essere dai Sindaci che del sodalizio stesso fanno parte (Fidenza, Salsomaggiore terme, Soragna, Fontanellato, Busseto , Fontevivo, San Secondo e Roccabianca). Evidentemente, si reputò allora, l’accanimento terapeutico per tenere in vita quello che a detta di tutti (anche di coloro che a tempo debito lo sostennero quale esempio di modernità, di efficienza e di risparmio) è ormai un carrozzone completamente al di fuori delle logiche secondo le quali fu creato, non ha ormai più ragion d’essere.
Tra l’altro, per non far soffrire eccessivamente il malcapitato, si pensò di somministrare al paziente un sovradosaggio di sostanza letale, tant’è che in quattro e quattr’otto alla sentenza di condanna emessa dal Consiglio di UTV seguì in Consiglio comunale a Salso (così come negli altri Comuni) la ratifica e dunque l’accettazione di tale decisione.
Ricordando, per inciso, che nel Consiglio di amministrazione di UTV siedono i Sindaci dei Comuni che ne fanno parte, oltre che una parte dei consiglieri comunali, rammentiamo anche che tale ratifica fu avallata e giustificata in pratica senza dar modo di approfondire tempi, dinamiche, modalità e conseguenze di tale decisione. Noi, come Cambiare Salsomaggiore, in quella occasione non partecipammo al voto per protesta perché, pur essendo convinti che UTV andasse quanto meno profondamente riformata, in mancanza di elementi oggettivi abbiamo ritenuto che la soppressione tout court, senza se e senza ma, avrebbe aperto una serie di interrogativi di non poco conto sulle modalità di riassegnazione ai singoli Comuni delle varie attività e competenze. Competenze che, giusto per ripassare l’argomento, non riguardano solo la gestione della Polizia municipale, ma spaziano (almeno nelle intenzioni statutarie) in tantissimi ambiti: socio-sanitario, attività produttive, territorio e infrastrutture, tributi, servizi demografici. Solo per citarne alcuni.
Perché torniamo sull’argomento? Perché evidentemente la gatta frettolosa deve aver partorito i gattini ciechi, dato che in occasione di uno degli ultimi Consigli di Utv, a seguito di un riaccertamento straordinario, ci si è accorti di un disavanzo (imputabile nella fattispecie alla convenzione per la gestione della Polizia municipale), per il quale è stato posto ai voti un ripianamento su base trentennale. Sì avete capito bene, trentennale. Ma come è possibile, se solo qualche mese prima si è deciso per lo scioglimento? Purtroppo è possibilissimo, è sufficiente che i Comuni che decideranno comunque di uscire da Utv si accollino i rispettivi debiti, che andranno però ripianati in via ordinaria, ovvero in 3 anni.
Quindi, oltre a ricordare che sulle nostre teste, in aggiunta al debito accumulato dalla “vecchia” società termale (a proposito, che fine ha fatto?) grava anche quello accumulato in Terre Verdiane, per finire merita una citazione il tentativo di emendamento (andato a vuoto, per il momento) di un gruppo di consiglieri di Utv, contenente una serie di richieste e suggerimenti per tenere in vita l’Unione e poter così indorare la pillola del debito a carico dei singoli Comuni, semplicemente dilazionandolo.
L’episodio testimonia quanto ondivaga e approssimativa, su un tema così delicato, sia l’indecisione dei nostri governanti: quelli locali (tra i consiglieri di cui sopra il “nostro” Giuseppe Billone, che qualche mese fa aveva accolto positivamente lo scioglimento di Utv) e il Pd tutto che, nelle sfere più alte, ha deciso di mantenere lo status quo.
Morale: il malato terminale (Utv) non solo è sopravvissuto alla dose iperletale, ma probabilmente riuscirà con un colpo di reni imprevisto a mettere il cappio al collo dei suoi improvvisati carnefici.

martedì 6 ottobre 2015

Comunicazione e promozione: benino la tattica ma la strategia qual è?

Nel recente consiglio comunale del 24 settembre (questo il link, per chi avesse difficoltà a individuar la pagina sul sito web) l’Amministrazione Fritelli ha posto ai voti una variazione di bilancio che, tra le altre cose, era volta a recuperare, individuare o per meglio dire raggranellare la non proprio indifferente somma di 35.000 (???) euro da destinare a non meglio precisate (almeno per ora) attività di comunicazione e promozione.
Sorvoliamo, ma non troppo, sul piccolo particolare che non più tardi di 2 mesi fa (a luglio, il Consiglio Comunale precedente) era stato presentato il bilancio preventivo 2015: dimenticanza iniziale o piano di marketing tardivo?
Sorvoliamo anche, o fingiamo di dimenticarci, del bando che a inizio anno ha affidato a una società esterna la gestione dello Iat, con tutte le conseguenze (a nostro modo di vedere) che per una città come la nostra può avere lo scorporo di un’attività importantissima come la promozione e la gestione del turismo a Salsomaggiore e Tabiano.
Non sorvoliamo invece, semplicemente perché non lo vediamo o non lo capiamo, sulla reale consistenza del Piano Turistico della nostra Città. Perché secondo noi semplicemente non esiste; e questa variazione imprevista, a distanza di poche settimane dall’approvazione (tardiva anch’essa) di un bilancio preventivo annuale dimostra semplicemente che si sta viaggiando a vista, senza aver chiaro quello che dovrebbe essere l’obiettivo.
Cambiare Salsomaggiore ha sempre sollecitato la formulazione di un serio piano turistico strategico, necessariamente a medio-lungo termine, per individuare cosa dovranno diventare Salsomaggiore e Tabiano da qui a 5-10 anni. Città turistico-termali? Se sì, per quale fascia di utenza? Alto-medio spendente? Terza età? Oppure, città turistico-sportiva? Per quali sport e soprattutto per quali fasce di utenza? Su quali impianti? O magari turistico-culturale? E perché non turistico-gastronomica? O forse un insieme di tutto questo? Chi sta studiando, interpretando e analizzando come si muoveranno gli utenti (alias, i clienti) del futuro? Cosa stiamo facendo per attrarre i turisti da noi e strapparli alla concorrenza? Non ci è dato saperlo.
Fin qui, e siamo a metà mandato dell’Amministrazione, abbiamo visto solo una parvenza di tattica con il fiorire di tanti eventi, la stragrande maggioranza dei quali in grado probabilmente di allietare qualche momento a chi era già a Salso (su Tabiano stendiamo un velo …), ma certamente non così potenti da richiamare nuovo pubblico, nuovi turisti e creare un filo conduttore logico che amalgami tutte le virtù e le unicità che (da soli) ci ricnonosciamo. La strategia? Non pervenuta.


sabato 21 febbraio 2015

Chi le ha viste?




Oppresse da anni di incuria, impotenti di fronte ai patti di stabilità, dimenticate ormai dai più, sono definitivamente scomparse le strisce che delimitano i bordi delle carreggiate stradali e le linee di mezzeria, la cosiddetta segnaletica orizzontale.
Amiche e compagne di tante sere invernali passate sulle strade nebbiose della Pianura Padana, le strisce hanno saputo assisterci fedelmente nel tragitto di ritorno verso casa, aiutandoci e collaborando nel non farci “andare a canale”, come si suol dire.
Bei ricordi, quando con l’approssimarsi dell’autunno i responsabili dei vari tratti stradali (Comune, Provincia, Anas) si premuravano, almeno ad anni alterni, di dare una bella pitturata alle strisce scolorite. Oggi, purtroppo, questa sana abitudine si è persa nei meandri e nelle pieghe dei vari bilanci comunali e di associazioni di Comuni. Poiché però la voce “contravvenzioni” rappresenta una voce di bilancio sempre più insostituibile (su cui addirittura vengono costruiti veri e propri budget) lanciamo a nome di tutti gli automobilisti un accorato appello a chi ci ascolta ed è in grado di intervenire: ripitturate per favore le strisce; eviteremo così di andare fuori strada, di fare dei danni a noi e al prossimo, e potremo continuare a circolare potendo così incorrere in qualche autovelox per farci multare. Ne va del vostro budget!

Giordano Chiesa

giovedì 19 febbraio 2015

TermEinator




Riteniamo utile condividere quanto “trapelato” dall’assemblea dei dipendenti di Terme Spa, svoltasi la settimana scorsa alla presenza di maestranze e sindacati. Premesso che quanto riportato più avanti è da prendere con beneficio d’inventario in quanto sintesi di varie fonti, è emerso che:

  • L’azienda è al punto di non ritorno, non ci sono più soldi per continuare l’attività (almeno così come è stata portata avanti sinora) e per pagare gli stipendi dei dipendenti
  • Le banche, tranne una, non sono più disponibili a garantire anticipi di liquidità
  • Dopo i necessari passaggi legali e burocratici, si arriverà a breve al concordato di continuità; ciò significa in sostanza che verrà proposto ai creditori (di qualsiasi natura essi siano e con criteri di precedenza differenti) di accontentarsi di una quota del dovuto;
  • contestualmente dovrà essere prodotto un piano industriale di rilancio e verranno pertanto create una “bad company”, che si farà carico della parte negativa dell’azienda, e una “new company” che invece potrà ripartire “pulita”
  • sembra ci sia all’orizzonte un gruppo di investitori pronti a intervenire (su Salso) per farsi carico della gestione di alcune attività, con un piano a medio-lungo termine, quindi senza fretta di dover rientrare dell’investimento; su Tabiano sembra ci sia invece un gruppo di imprenditori locali interessato.
  • alcune linee di prodotto (Villa Igea, i prodotti termali, lo Zoia parzialmente) potranno avere un futuro seppur con notevoli cambiamenti
  • altre linee di prodotto (gli alberghi e lo stesso Berzieri) rappresentano una palla al piede
  • dagli attuali 250 circa dipendenti (sul numero non siamo certi ma probabile che sia arrotondato per difetto) si passerà con il nuovo regime produttivo a un numero stimato di circa 50-60, più un centinaio di stagionali. Da qui l’invito ai dipendenti del presidente Garibaldi a non indugiare nel cercare “nuove strade”.
Fin qui la cruda cronaca dell’assemblea, a cui aggiungiamo, altrettanto schematicamente, alcuni punti:
  • la riunione ha sancito la fine dell’azienda Terme Spa, almeno per come la conosciamo ora
  • alla riunione erano presenti il presidente dell’azienda termale, Garibaldi, e i sindacati. Punto. Nessuno in rappresentanza della proprietà; né il nuovo assessore delegato (Ruina), né il vecchio assessore “scelto unicamente per la competenza bla…bla…bla…” (Canepari), né tanto meno chi oggi rappresenta se non andiamo errati circa il 60% della proprietà (il Sindaco Presidente Filippo Fritelli).
  • i lavoratori in esubero saranno circa 170; con l’incognita “Baistrocchi” (circa 100 dipendenti) la nostra città potrebbe avere a breve oltre 250 famiglie in grave difficoltà: un numero spropositato, in rapporto alla dimensione numerica di Salso.

E per finire, alcuni commenti:
  • A questo punto è chiaro chi sia, anzi chi siano, i “terminator” del titolo; coloro che saranno tra l’altro ricordati per aver fatto parte dell’Amministrazione che con decisione ha messo fine alle sofferenze dell’azienda: il Sindaco Filippo Fritelli, con la fattiva collaborazione dell’Assessore Paolo Canepari (oggi fa “sorridere” vederlo in questo filmato che promuove Casa della salute, nuove cure riabilitative e nuovo business termale a Salso a scapito delle località termali vicine)
  • Riteniamo che circa 250 famiglie a rischio costituiscano una massa critica tale da poter senz’altro giustificare un’attenzione che fino ad ora non abbiamo riscontrato da parte della proprietà di Terme, ossia dell’Amministrazione. Come ricordava Matteo Renzi proprio qui a Salso di fianco al candidato sindaco Fritelli, “un cassintegrato che non ce la fa è un problema che riguarda il Sindaco” (lo trovate al minuto 18’10” di questo filmato: https://www.youtube.com/watch?v=wlrJlvNq-pQ). A Salso di cassintegrati ne abbiamo o ne avremo qualche centinaio, e tra l’altro sono tutti suoi dipendenti, signor Sindaco. Non crediamo che, considerata l’età media dei dipendenti di Terme, sarà così facile riciclarsi in un mondo del lavoro dove a 40 anni sei giudicato già troppo anziano. Piuttosto crediamo che in questi ultimi anni chi ha avuto la possibilità di trovare un’alternativa ne ha già approfittato.
  • Non sappiamo se sia stato valutato l’impatto di queste decisioni sull’economia locale e, cosa che riguarda l’Amministrazione comunale da vicino e nel breve periodo, sulle entrate fiscali, visto e considerato che per 250 nuclei familiari caleranno considerevolmente i redditi. Il tavolo di crisi che se non sbagliamo dovrebbe già essere attivo, cosa sta producendo su questo tema?
  • E aggiungiamo: a cosa sono serviti questi 2 anni di balbettii e dietrofront dell'Amministrazione su Terme? Se la soluzione era "inevitabile" allora si è solo perso tempo e sprecato ulteriori risorse. Se non ci sono altre soluzioni perchè non il Sindaco non lo ha detto chiaramente in campagna elettorale?
    Questo il programma del Sindaco e del PD (clicca qui), scorrendo alla voce Terme è facile notare le enormi differenze tra quanto scritto e quello che sta avvenendo, il che è molto grave.  
     E la Regione, che tanto avrebbe dovuto sostenere Salso (sempre stando a quanto annunciato in campagna elettorale) che fine ha fatto? Non si è nemmeno degnata di partecipare all'ultimo tavolo di crisi!

    Domani, venerdì  20 febbraio, è prevista l'Assemblea dei soci. Salvo miracoli, ovvero che la Regione intervenga mettendo risorse (e parecchie), si andrà quasi sicuramente incontro a quanto scritto sopra, con tutto quello che comporta. Vi terremo aggiornati.


martedì 10 febbraio 2015

Battuto “the Big Snow”




Anticipato da previsioni meteo catastrofiche, e da altrettanto catastrofiche previsioni sui social, è finalmente (cronologicamente parlando) arrivato tra la notte di giovedì 5 e la mattina di venerdì 6 febbraio “the big snow”. Vuoi per la neve più bagnata e pesante dovuta alle piogge del giorno precedente (come hanno sostenuto alcuni), vuoi per le temperature particolari o vuoi (come in realtà pensiamo siano andate le cose) per un’organizzazione e una pianificazione che hanno funzionato (soprattutto prima, ma anche la notte durante la nevicata) le strade erano sufficientemente pulite e, ciò che più importa, transitabili fin dalle prime ore della mattina. A differenza di quanto invece è successo (riscontrato purtroppo di persona) su strade provinciali e statali importanti nella stessa nostra provincia o in quelle adiacenti di Piacenza e Cremona.
Nonostante gli “intoppi” indiretti, dovuti allo spostamento della neve sui marciapiedi che li ha resi non transitabili per un po’ di tempo, riteniamo che vada dato atto alla Giunta e alla struttura organizzativa di aver lavorato efficacemente. Certo, ci sono state problematiche gravi e durature in tutto il Comune dovute all’interruzione di energia elettrica e gas, di cui tuttavia si sono resi responsabili (per i tempi di ripristino) i rispettivi enti e società erogatori.
In sostanza è la dimostrazione che essere previdenti paga.

sabato 7 febbraio 2015

Terme, non lasciamo che la barca affondi


 Gazzetta di Parma del 07/02/2015

Il termine, anticipato e imprevisto, dell’ultimo consiglio comunale fortunatamente non ci ha impedito di ascoltare la relazione trimestrale del presidente Garibaldi sull’andamento di Terme Spa, provvidenzialmente inserita tra i primi punti all’ordine del giorno.
Una relazione precisa, puntuale, con il giusto dettaglio di informazioni per non entrare troppo nel tecnico pur dando il “senso” di quello sta avvenendo, con termini comprensibili ai più. In sostanza, sembra che da questo punto di vista (il controllo dei numeri) Garibaldi sappia il fatto suo.
Però…c’è un però. A dire il vero, cominciamo a essere un pochino “annoiati” dal vedere esaminata, quasi sviscerata, la situazione di Terme solo dal punto di vista dei numeri “passati” e, per quanto riguarda il futuro, analizzata solo per i presumibili costi. Benissimo per la rinegoziazione dei tassi d’interesse fuori mercato applicati dalle banche e altrettanto bene per l’individuazione di quelli che sono costi insostenibili e improduttivi legati alle consulenze legali. Ma per il futuro ci piacerebbe qualche volta sentir parlare di “prodotto” Terme, di clienti (e magari non di “tizi” come è successo qualche mese fa), di mercato, di attività di promozione in Italia e all’Estero, del ruolo che avranno, se l’avranno, le Terme a Salso e Tabiano. Oggi, sinceramente e amaramente, l’immagine che ci siamo fatti di questa situazione dopo aver ascoltato per almeno un anno e mezzo le innumerevoli magagne è quella di una nave con tante falle, che sta imbarcando più acqua di quanta l’equipaggio riesca eliminarne e che quindi sta affondando; già, ma affondando dove? C’è qualcuno che sta tentando di indirizzarla per lo meno verso una rada dove possa adagiarsi facendo meno danni possibile, ovvero che stia pensando anche alla voce “ricavi”? A noi pare che la nave sia alla deriva e in questo non aiuta il pervicace atteggiamento della Proprietà (il Comune) che si ostina a considerare “terme” come un mero esercizio aritmetico o tuttalpiù una complicazione sindacale. Tant’è che dopo l’evanescente esperienza dell’assessorato Canepari speravamo che la delega venisse assegnata a una figura, in quanto espressione del “Padrone”, capace di intervenire e dare indicazioni precise al board in questo senso, magari cercando anche di affrontare la questione esuberi non come lista di numeri ma come opportunità di rilancio dell’azienda. Ma così purtroppo non è stato e avremo così nei prossimi mesi un florilegio di numeri. Numeri dal cda di Terme, dall’Assessore competente e dal dirigente di settore che daranno, questo è vero, una bella immagine di trasparenza. Trasparenza che farà probabilmente intravedere il vuoto d’idee sottostante. A quando una presenza in consiglio comunale del responsabile commerciale o marketing di Terme Spa?

Giordano Chiesa
Portavoce di Cambiare Salsomaggiore